Il percorso
Laurea a Torino, LVMH a Milano, poi circa quattro anni a San Francisco: due Master of Science alla Hult, Genies, Metaversal. Oggi CAIA Consulting, le aule e il libro.
Grazie per il tempo dedicato a queste pagine. Ogni messaggio viene letto e riceve risposta nel più breve tempo possibile.
Chi sono
Tecnologia, business e consapevolezza per progettare un futuro più umano.
01
CAIA Consulting
Adozione dell’AI in azienda: mappatura dei processi, casi d’uso che reggono il conto economico, governance che regge un audit.
02
Antropotech
Trenta leggi universali per l’umanesimo tecnologico. Il libro che tiene insieme strategia, etica e tecnologia in una lingua leggibile da chiunque.
03
Keynote
Interventi su AI, lavoro e futuro. Tagliati sul pubblico in sala, non sul mio slide deck.
04
Docenza
Corsi e lezioni su AI, dati e innovazione, dall’università alla formazione executive.
05
AI Act & literacy
Cosa impone la norma, cosa impone il buon senso, in che ordine muoversi. Senza allarmismo e senza rimandare.
06
AI Film Festival
Concept e direzione di progetti in cui l’AI incontra il cinema e i linguaggi visivi.
01di09
Sono Camilla Brossa. Aiuto aziende e istituzioni a governare il cambiamento tecnologico mettendo l’essere umano al centro.
Laurea a Torino, LVMH a Milano, poi circa quattro anni a San Francisco: due Master of Science alla Hult, Genies, Metaversal. Oggi CAIA Consulting, le aule e il libro.
02di09
Le pagine in cui ho scritto, le aule in cui insegno, le istituzioni con cui ho lavorato.
Un articolo su Forbes nel 2023, sugli avatar e l’identità digitale. Due per Informazioni della Difesa, rivista ufficiale del Ministero. Una feature su Fortune.
Docente ospite a Harvard, nel corso Business Models and Platforms, e alla Hult, dove ho studiato. Docente all’Istituto Marangoni, in Fashion Management and Communication.
Camera di Commercio Italiana a Londra: AI, innovazione, trasformazione del business. A Dubai: innovazione, AI, internazionalizzazione.
03di09
Non faccio solo divulgazione e non faccio solo consulenza tecnologica: lavoro nel punto in cui cinque cose si tengono insieme.
Studio, circa quattro anni in Silicon Valley e lavoro su prodotti digitali: avatar, identità virtuale, creator economy.
Progetti guidati, processi costruiti, team coordinati: oltre venti progetti e il contributo al primo PMO di Genies. Una strategia vale quanto la sua esecuzione.
Docenza, keynote, scrittura, divulgazione. Semplificare senza banalizzare è parte del mestiere, non un accessorio.
Governance, impatto e responsabilità, non soltanto adozione: come si verifica un output, chi risponde di una decisione, quali policy servono.
Umanesimo tecnologico: usare le macchine perché le persone siano più umane, non il contrario. È la tesi di Antropotech.
04di09
L’intelligenza artificiale non deve essere soltanto potente. Deve essere comprensibile, e qualcuno deve risponderne.
L’etica non è un limite da aggiungere alla fine. È una componente della progettazione: arriva quando si sceglie il problema, non quando si contano i danni.
Valore generato, rischi, bias, privacy, sicurezza, proprietà intellettuale, conseguenze sui posti di lavoro. E le alternative disponibili.
Quali processi automatizzare, quali decisioni tenere sotto supervisione umana, quali policy scrivere, come verificare gli output.
05di09
Tre porte: una società, un palco, un libro.
Fondatrice di CAIA Consulting: consulenza strategica, AI mapping, Company Brain, PMO, AI literacy e AI Act. Quando serve, si aggiunge una rete internazionale di esperti.
ApriEtica dell’AI, futuro del lavoro, dal ruolo al talento, tecnologia e spiritualità. Dati e trend da una parte, esperienza diretta dall’altra.
ApriI sistemi che costruiamo somigliano a chi li costruisce: da qui parte il libro. Trenta leggi universali applicate a tecnologia, leadership e lavoro.
Apri06di09
L’innovazione non riguarda solo ciò che la tecnologia può fare, ma ciò che dovrebbe fare.
L’intelligenza artificiale non corregge da sola i problemi di un’organizzazione. Può amplificare cultura, processi, valori e bias già esistenti.
Etica, governance e responsabilità si considerano dall’inizio. Discuterne quando la tecnologia è già in uso non basta.
Che una cosa si possa costruire è una domanda tecnica. Se valga la pena costruirla è un’altra, e richiede discernimento, non soltanto velocità.
Nessun entusiasmo acritico, nessuna paura generalizzata della tecnologia. L’AI si valuta sul valore che genera, sui rischi e sulle alternative disponibili.
L’intelligenza artificiale non deve essere solo potente. Deve essere comprensibile, responsabile e orientata al benessere umano.
07di09
Le dimensioni si valutano contemporaneamente, non una alla volta.
Quale valore genera davvero il sistema, e quali alternative sono disponibili.
Che cosa può andare storto, la sicurezza, la privacy.
Quali bias riflette delle persone e dell’organizzazione che lo progettano, quanto è trasparente, la qualità delle decisioni.
Chi risponde degli output, e la proprietà intellettuale.
L’impatto sulle persone, le conseguenze sul lavoro e sulla società, la sostenibilità.
08di09
Le decisioni che aiuto le aziende a prendere.
Quali strumenti usare e quali dati condividere.
Quali processi automatizzare e quali decisioni mantenere sotto supervisione umana.
Come verificare gli output e come documentare l’uso dell’AI.
Quali policy introdurre e come gestire responsabilità e accountability.
Quali competenze sviluppare e come creare una cultura aziendale responsabile.
09di09
Decisioni come queste si prendono dentro un progetto. Ecco da dove entro.
Il ruolo può essere quello di advisor esterno, coinvolto nei momenti decisionali più importanti.
Il percorso può includere mappatura dei processi, casi d’uso, valutazione di rischi, impatto e fattibilità, prioritizzazione e roadmap.
Percorsi che possono comprendere assessment iniziale, moduli per ruolo e tracciamento della formazione, costruiti sugli strumenti realmente in uso.