Chi sono

Camilla Brossa aiuta persone e organizzazioni a comprendere, progettare e governare il cambiamento tecnologico, mettendo l’essere umano al centro.

Tecnologia, business e consapevolezza per progettare un futuro più umano.

Torino

Camilla Brossa

Archivio personale

Imprenditrice autrice & advisor

Il lavoro
06

01di09

Chi sono

Sono Camilla Brossa. Aiuto aziende e istituzioni a governare il cambiamento tecnologico mettendo l’essere umano al centro.

in breve

Il percorso

Laurea a Torino, LVMH a Milano, poi circa quattro anni a San Francisco: due Master of Science alla Hult, Genies, Metaversal. Oggi CAIA Consulting, le aule e il libro.

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Dove sono passata

Le pagine in cui ho scritto, le aule in cui insegno, le istituzioni con cui ho lavorato.

  1. articoli · feature

    Sulle pagine

    Un articolo su Forbes nel 2023, sugli avatar e l’identità digitale. Due per Informazioni della Difesa, rivista ufficiale del Ministero. Una feature su Fortune.

  2. docenza · lezioni

    Docenza

    Docente ospite a Harvard, nel corso Business Models and Platforms, e alla Hult, dove ho studiato. Docente all’Istituto Marangoni, in Fashion Management and Communication.

  3. camere di commercio

    Istituzioni

    Camera di Commercio Italiana a Londra: AI, innovazione, trasformazione del business. A Dubai: innovazione, AI, internazionalizzazione.

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Cinque dimensioni

Non faccio solo divulgazione e non faccio solo consulenza tecnologica: lavoro nel punto in cui cinque cose si tengono insieme.

  1. tecnologia

    Cosa ho costruito

    Studio, circa quattro anni in Silicon Valley e lavoro su prodotti digitali: avatar, identità virtuale, creator economy.

  2. esecuzione · pmo

    Strategia

    Progetti guidati, processi costruiti, team coordinati: oltre venti progetti e il contributo al primo PMO di Genies. Una strategia vale quanto la sua esecuzione.

  3. docenza · scrittura

    Comunicazione

    Docenza, keynote, scrittura, divulgazione. Semplificare senza banalizzare è parte del mestiere, non un accessorio.

  4. etica · governance

    Responsabilità

    Governance, impatto e responsabilità, non soltanto adozione: come si verifica un output, chi risponde di una decisione, quali policy servono.

  5. libro · visione

    Umanesimo

    Umanesimo tecnologico: usare le macchine perché le persone siano più umane, non il contrario. È la tesi di Antropotech.

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Etica dell’AI

L’intelligenza artificiale non deve essere soltanto potente. Deve essere comprensibile, e qualcuno deve risponderne.

progettazione

Prima, non dopo

L’etica non è un limite da aggiungere alla fine. È una componente della progettazione: arriva quando si sceglie il problema, non quando si contano i danni.

valutazione

Valore e rischio

Valore generato, rischi, bias, privacy, sicurezza, proprietà intellettuale, conseguenze sui posti di lavoro. E le alternative disponibili.

supervisione

Cosa resta umano

Quali processi automatizzare, quali decisioni tenere sotto supervisione umana, quali policy scrivere, come verificare gli output.

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Da dove cominciare

Tre porte: una società, un palco, un libro.

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La posizione

L’innovazione non riguarda solo ciò che la tecnologia può fare, ma ciò che dovrebbe fare.

I

La tecnologia amplifica ciò che siamo

L’intelligenza artificiale non corregge da sola i problemi di un’organizzazione. Può amplificare cultura, processi, valori e bias già esistenti.

II

L’etica entra nella progettazione

Etica, governance e responsabilità si considerano dall’inizio. Discuterne quando la tecnologia è già in uso non basta.

III

Il limite non è tecnico

Che una cosa si possa costruire è una domanda tecnica. Se valga la pena costruirla è un’altra, e richiede discernimento, non soltanto velocità.

IV

Il metro di giudizio

Nessun entusiasmo acritico, nessuna paura generalizzata della tecnologia. L’AI si valuta sul valore che genera, sui rischi e sulle alternative disponibili.

V

A che cosa serve la potenza

L’intelligenza artificiale non deve essere solo potente. Deve essere comprensibile, responsabile e orientata al benessere umano.

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I criteri

Le dimensioni si valutano contemporaneamente, non una alla volta.

  1. A

    Valore e alternative

    Quale valore genera davvero il sistema, e quali alternative sono disponibili.

  2. B

    Rischi, sicurezza, privacy

    Che cosa può andare storto, la sicurezza, la privacy.

  3. C

    Bias, trasparenza, decisioni

    Quali bias riflette delle persone e dell’organizzazione che lo progettano, quanto è trasparente, la qualità delle decisioni.

  4. D

    Responsabilità e proprietà intellettuale

    Chi risponde degli output, e la proprietà intellettuale.

  5. E

    Persone, lavoro, società

    L’impatto sulle persone, le conseguenze sul lavoro e sulla società, la sostenibilità.

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Le decisioni

Le decisioni che aiuto le aziende a prendere.

  1. 01

    Strumenti e dati

    Quali strumenti usare e quali dati condividere.

  2. 02

    Automazione e supervisione

    Quali processi automatizzare e quali decisioni mantenere sotto supervisione umana.

  3. 03

    Verifica e documentazione

    Come verificare gli output e come documentare l’uso dell’AI.

  4. 04

    Policy e accountability

    Quali policy introdurre e come gestire responsabilità e accountability.

  5. 05

    Competenze e cultura

    Quali competenze sviluppare e come creare una cultura aziendale responsabile.

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I punti d’ingresso

Decisioni come queste si prendono dentro un progetto. Ecco da dove entro.

advisory · momenti decisionali

Advisory

Il ruolo può essere quello di advisor esterno, coinvolto nei momenti decisionali più importanti.

process mapping · casi d’uso

AI mapping

Il percorso può includere mappatura dei processi, casi d’uso, valutazione di rischi, impatto e fattibilità, prioritizzazione e roadmap.

AI Act · assessment · policy

AI literacy

Percorsi che possono comprendere assessment iniziale, moduli per ruolo e tracciamento della formazione, costruiti sugli strumenti realmente in uso.

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